Letterevive
LA NOSTALGIA DEL RITORNO

La nostalgia del ritorno… In fondo era questo che Nico sentiva.

Quel sentimento era rimasto latente per anni, nascosto nell’affanno delle giornate, smarrito nell’accettazione del proprio destino, ma forse l’aveva accompagnato da sempre, anche quando gli sembrava di non poter provare altro che il desiderio di fuggire lontano, il bisogno di gettare via il passato per trovare lo spazio per respirare.

Eppure quella nostalgia rimaneva, nascosta nelle pieghe dell’anima.

Era così per tutti, e succedeva anche a lui; Nico se ne era convinto, ormai.

La vita passava tra esperienze e sogni, successi e delusioni, ma nel profondo rimaneva sempre impresso quel primo abbraccio: quella carezza, il calore della pelle, il seno che lo aveva allattato, e prima, il ventre che l’aveva custodito, il ventre della madre, di tutte le madri; e aveva la certezza che non avrebbe mai potuto trovare altra felicità se non tornando indietro, alle origini, per quanto si sforzasse di rincorrere i miraggi.

Non era una questione di malinconia. Alla malinconia poteva resistere.

Dalla nostalgia del ritorno, invece, non poteva fuggire; era un riflesso di quel desiderio di infinito che non gli lasciava tregua, anche quando si illudeva di poterne ignorare la voce.

Nico aveva avuto bisogno di attendere molto, prima di rendersene conto, ma ora aveva capito; adesso si leggeva dentro con una chiarezza mai sperimentata prima, come se stesse affiorando in lui una sensibilità nuova, qualcosa che scaturiva dalle profondità più intime della terra, là dove passato e presente si fondevano in un’unità che andava oltre i limiti del tempo…